mercoledì 16 ottobre 2013
GUARIGIONE, SUGGESTIONE, PLACEBO
lunedì 14 ottobre 2013
USCIRE DAL LABIRINTO
Il labirinto é la difesa, a volte magica, di un centro..... Il
simbolismo del labirinto costituisce il modello di qualsiasi esistenza la quale, attraverso una quantità di prove, avanza verso il proprio centro, verso se stessa, l'Atman, per usare il termine indiano... A più riprese ho avuto coscienza di uscire da un labirinto o di trovare il filo. Mi ero sentito disperato, oppresso, smarrito, ma, alla fine, ho ben avuto l'impressione di esserne uscito vittorioso... E' questa l'esperienza che tutti hanno conosciuto. Ma bisogna anche dire che la vita non é fatta di un solo labirinto: la prova si ripropone. Più volte ho avuto la certezza di aver toccato il centro e, toccandolo, ho imparato molto, mi sono riconosciuto e poi, di nuovo, mi sono perso. E' la nostra condizione. (Mircea Eliade - "La prova del labirinto")
COGLIERE AL VOLO LA FORTUNA
venerdì 11 ottobre 2013
domenica 7 ottobre 2012
NEUROSCIENZE, MECCANICA QUANTISTICA E NUOVA BIOLOGIA NELLA VITA QUOTIDIANA.
Le vere rivoluzioni spesso passano sotto silenzio e non fanno molto clamore, con la conseguenza che, a volte, il largo pubblico rimane all'oscuro di informazioni che sarebbero in grado di migliorare, non di poco, la qualità della vita.
Tre sono i settori nei quali, nel secolo scorso, si sono verificati gli sviluppi più rilevanti: la fisica, la biologia e le neuroscienze.
lunedì 1 ottobre 2012
L'AMORE E' FRA L'IO E IL TU
domenica 23 settembre 2012
SI VIVE SOLO DUE VOLTE
sabato 22 settembre 2012
lunedì 20 agosto 2012
SERENDIPITY- L'ARTE DELLA MANUTENZIONE DEL CERVELLO
martedì 7 agosto 2012
MAPPA ANTISTRESS
Il mandala è uno psicocosmogramma, lo schema della disgregazione dall'uno al molto e della reintegrazione dal molto all'uno, alla coscienza assoluta, intera e luminosa. (Pag. 40)
La persona umana è un coesistere di due opposte tendenze, l’una centrifuga, l’altra centripeta: così come l’una tendenza ci porta fuori di noi, l’altra ci convoglia verso il ritorno, al punto centrale, la condizione imperitura. (Pag. 72)
Il mandala è la rappresentazione di quel punto-istante nel quale si compie il salto nell'altro piano, si diventa Budda...esperienza che non avviene una sola volta, ma che si rinnova ogni qualvolta si realizzi quella estasi della coscienza che giace nascosta in fondo a noi, avvolta nei tentacoli della psiche. (Pag. 100)
I tre brani illustrano con efficacia il lavoro, salutare, che certe immagini sono in grado di compiere sulla nostra mente, per di più, a nostra…completa insaputa.
Un lavoro di “centratura” che consente di entrare in contatto con una parte di noi che, solitamente, rimane inascoltata sovrastata dal frastuono delle attività quotidiane, frastuono che determina una frammentazione della nostra attenzione su una moltitudine di temi che si susseguono, alternandosi senza sosta. La conseguenza pratica di ciò è una accresciuta attività intuitiva e ispirativa che consente di porre rimedio con spontaneità e naturalezza a problematiche, sia di tipo pratico che astratto.
Il mandala è, probabilmente, lo strumento più semplice per ottenere questa centratura in quanto non richiede il ricorso a pratiche particolari o la creazione di “setting” specifici. E’ infatti sufficiente esporre le immagini all’interno degli ambienti maggiormente frequentati, in posizioni facilmente visibili, perché la mente, posta con continuità in contato visivo, anche inconsapevole, col mandala, ne ricavi benefici effetti.
E’ facilmente ipotizzabile, altresì, che immagini che non siano state prodotte a tale scopo possano produrre l’effetto contrario, determinando quella frammentazione che è all’origine delle nostre difficoltà psicologiche ed esistenziali.
martedì 15 novembre 2011
I TESTI DI C.... (AMORE E CONFORMISMO)
AMORE - OSSESSIONE
(Antony de Mello)
Molly canta in un complesso
Desmond dice a Molly mi piace il tuo viso
E Molly mentre lo prende per mano dice:
Obladi...La vita va
La la come la vita va
Desmond prende un tram e va dal gioielliere
compra un anello d’oro 20 carati
lo porta a Molly che aspetta sulla porta
E mentre glielo da lei comincia a cantare:
In un paio d’anni hanno costruito
una casa, dolce casa
con un paio di bambini che corrono nel cortile
Di Desmond e Molly Jones
Felice da allora in poi al mercato
Molly lascia che i bambini diano una mano
Desmond resta a casa a truccarsi
E la sera canta nel complesso
E se volete divertirvi, attaccate Obladi Oblada
martedì 4 ottobre 2011
venerdì 30 settembre 2011
SATYAGRAHA 2011
martedì 24 maggio 2011
VITE SOTTOTITOLATE
Le telecronache ci hanno progressivamente abituati alla idea della necessità di farsi raccontare e spiegare da un “competente” quello che stiamo vedendo con i nostri occhi.
Da qui a credere che per farsi una idea del mondo e di noi stessi si debba, necessariamente, ricorrere a un qualche ”esperto”, il passo non è poi così lungo.
IL PENE, LE TETTE E LOBO FRONTALE

Questo post è riservato a coloro, speriamo pochi, che, dopo aver assistito ad una performance di Rocco Siffredi o guardato una foto di Pamela Anderson, hanno pensato, con una punta di invidia, che con qualche centimetro cubo in più, al posto giusto, la vita sarebbe stata tutt’altra cosa.
Dato che c'è da supporre che questi fanatici dell’XL, non abbiano mai pensato ad indagare sui cubaggi del proprio lobo frontale ci permettiamo di dare qualche, speriamo utile, informazione.
Con una cifra inferiore ai 1000 euro, si possono verificare le dimensioni di questa, essenziale, porzione del nostro cervello. (Raccomandiamo un giretto sul web e cercare informazioni riguardo “l’analisi volumetrica del lobo frontale”).
Domanda, legittima,: ma perchè il lobo frontale? Dal momento che non migliora né look, né sex appeal ed è così poco trendy.
Risposte:
Guardare il film “Qualcuno volò sul nido del cuculo”,.
Ci sono forme di demenza legate al suo insufficiente funzionamento.
Con l’avanzare dell’età il suo spessore tende, fisiologicamente ad assottigliarsi.
Se si vuol rendere sottomesso un individuo è sufficiente sottoporlo a lobotomizzazione.
"Se non lo usi lo perdi" ammoniscono i neuroscienziati.
Basterebbero queste, pur brevi, argomentazioni per comprendere la centralità della faccenda.
Non è rassicurante, fra le altre cose, la prospettiva di un pianeta popolato da idioti maggiorati.
Bibliografia minima.
Il lobo frontali coordinano le altre regioni cerebrali e permettono alla mente di concentrarsi sull'aspetto principale di una situazione, di porsi degli obiettivi a luogo termine. (“Il cervello infinito” di Normai Doidge)
Imparare ad acquietare il chiacchericcio interiore che risulta da una focalizzazione quasi ossessiva sull'ambiente esterno e l'occuparsi del conseguente stato emozionale da cui siamo diventati dipendenti significa servirsi del nostro dono più grande, il lobo frontale. (“Evolvi il tuo cervello” di Joe Dispenza)
domenica 22 maggio 2011
INCONGRUENZE IDEO-AFFETTIVE
A volte si ha la, sgradevole, sensazione che le nostre idee e le nostre sensazioni “istintive” siano in qualche modo difformi da quelle prescritte dalle convenzioni sociali.
L’abitudine, ci porta, poi, a dare maggior credito alle seconde a discapito delle prime.
Il caso più frequente è quando non riusciamo a sentirci partecipi di un evento per il quale gli altri sembrano provare un, per noi, ingiustificato interesse.
Oppure, al contrario, siamo persuasi della importanza di certe idee o fatti che vengono snobbati o ignorati dai più.
Se impiegassimo un po’ di tempo ad analizzare la cosa scopriremmo, non senza stupore, che il nostro “istinto” è un ottimo consigliere.
La quasi totalità delle convinzioni e dei comportamenti predominanti sono, infatti, accettati ed agiti in modo automatico ed acritico: si pensa ciò che va pensato, ci si appassiona a ciò cui ci si deve appassionare e si parla di ciò di cui si deve parlare.
Chi non sappia, adeguarsi a questa, stupida, logica non concluda, sbrigativamente, che qualcosa in lui non va.
In questo caso il “disagio” è sintomo di buona salute.
venerdì 20 maggio 2011
CREATORI DI MONDI
Il regista Pedro Almodovar, in occasione del festival di Cannes, parlando dell'amore per il proprio lavoro ha dichiarato: “Il regista è un creatore, è il mestiere più vicino a quello di Dio: puoi dare corpo alla tua immaginazione, ai tuoi fantasmi e hai un potere enorme”.
Noi non percepiamo la realtà in quanto tale, ma la favola che ci è stata raccontata e spacciata per vera.
Cinema, pubblicità, letteratura, fumetti, canzoni, opere d’arte, mezzi di informazione edificano le scenografie in cui viviamo.
I parametri dell’amore, del successo, della bellezza, della onestà, del talento, della intelligenza, della virilità, del lavoro, vengono definiti da questi costruttori di fondali, immaginari set studiati ad uso e consumo del “mercato” e, nei quali, l’”uomo”, in quanto tale, non potrà che soccombere.




