venerdì 30 settembre 2011
SATYAGRAHA 2011
martedì 24 maggio 2011
VITE SOTTOTITOLATE
Le telecronache ci hanno progressivamente abituati alla idea della necessità di farsi raccontare e spiegare da un “competente” quello che stiamo vedendo con i nostri occhi.
Da qui a credere che per farsi una idea del mondo e di noi stessi si debba, necessariamente, ricorrere a un qualche ”esperto”, il passo non è poi così lungo.
IL PENE, LE TETTE E LOBO FRONTALE

Questo post è riservato a coloro, speriamo pochi, che, dopo aver assistito ad una performance di Rocco Siffredi o guardato una foto di Pamela Anderson, hanno pensato, con una punta di invidia, che con qualche centimetro cubo in più, al posto giusto, la vita sarebbe stata tutt’altra cosa.
Dato che c'è da supporre che questi fanatici dell’XL, non abbiano mai pensato ad indagare sui cubaggi del proprio lobo frontale ci permettiamo di dare qualche, speriamo utile, informazione.
Con una cifra inferiore ai 1000 euro, si possono verificare le dimensioni di questa, essenziale, porzione del nostro cervello. (Raccomandiamo un giretto sul web e cercare informazioni riguardo “l’analisi volumetrica del lobo frontale”).
Domanda, legittima,: ma perchè il lobo frontale? Dal momento che non migliora né look, né sex appeal ed è così poco trendy.
Risposte:
Guardare il film “Qualcuno volò sul nido del cuculo”,.
Ci sono forme di demenza legate al suo insufficiente funzionamento.
Con l’avanzare dell’età il suo spessore tende, fisiologicamente ad assottigliarsi.
Se si vuol rendere sottomesso un individuo è sufficiente sottoporlo a lobotomizzazione.
"Se non lo usi lo perdi" ammoniscono i neuroscienziati.
Basterebbero queste, pur brevi, argomentazioni per comprendere la centralità della faccenda.
Non è rassicurante, fra le altre cose, la prospettiva di un pianeta popolato da idioti maggiorati.
Bibliografia minima.
Il lobo frontali coordinano le altre regioni cerebrali e permettono alla mente di concentrarsi sull'aspetto principale di una situazione, di porsi degli obiettivi a luogo termine. (“Il cervello infinito” di Normai Doidge)
Imparare ad acquietare il chiacchericcio interiore che risulta da una focalizzazione quasi ossessiva sull'ambiente esterno e l'occuparsi del conseguente stato emozionale da cui siamo diventati dipendenti significa servirsi del nostro dono più grande, il lobo frontale. (“Evolvi il tuo cervello” di Joe Dispenza)
domenica 22 maggio 2011
INCONGRUENZE IDEO-AFFETTIVE
A volte si ha la, sgradevole, sensazione che le nostre idee e le nostre sensazioni “istintive” siano in qualche modo difformi da quelle prescritte dalle convenzioni sociali.
L’abitudine, ci porta, poi, a dare maggior credito alle seconde a discapito delle prime.
Il caso più frequente è quando non riusciamo a sentirci partecipi di un evento per il quale gli altri sembrano provare un, per noi, ingiustificato interesse.
Oppure, al contrario, siamo persuasi della importanza di certe idee o fatti che vengono snobbati o ignorati dai più.
Se impiegassimo un po’ di tempo ad analizzare la cosa scopriremmo, non senza stupore, che il nostro “istinto” è un ottimo consigliere.
La quasi totalità delle convinzioni e dei comportamenti predominanti sono, infatti, accettati ed agiti in modo automatico ed acritico: si pensa ciò che va pensato, ci si appassiona a ciò cui ci si deve appassionare e si parla di ciò di cui si deve parlare.
Chi non sappia, adeguarsi a questa, stupida, logica non concluda, sbrigativamente, che qualcosa in lui non va.
In questo caso il “disagio” è sintomo di buona salute.
venerdì 20 maggio 2011
CREATORI DI MONDI
Il regista Pedro Almodovar, in occasione del festival di Cannes, parlando dell'amore per il proprio lavoro ha dichiarato: “Il regista è un creatore, è il mestiere più vicino a quello di Dio: puoi dare corpo alla tua immaginazione, ai tuoi fantasmi e hai un potere enorme”.
Noi non percepiamo la realtà in quanto tale, ma la favola che ci è stata raccontata e spacciata per vera.
Cinema, pubblicità, letteratura, fumetti, canzoni, opere d’arte, mezzi di informazione edificano le scenografie in cui viviamo.
I parametri dell’amore, del successo, della bellezza, della onestà, del talento, della intelligenza, della virilità, del lavoro, vengono definiti da questi costruttori di fondali, immaginari set studiati ad uso e consumo del “mercato” e, nei quali, l’”uomo”, in quanto tale, non potrà che soccombere.
sabato 14 maggio 2011
"MA I FINI DELLA ECONOMIA SONO ANCORA I NOSTRI FINI?"
venerdì 13 maggio 2011
FARMACOMICITA'